Per calcolare il Rischio Desertificazione utilizziamo le variabili [Copernicus Climate Data Store (CDS)]:
- Standardized precipitation index for 6 months cumulation period (SPI6)
- Warm spell duration index (WSDI)
La desertificazione è legata a un processo di degrado del suolo, causato da due fattori principali: la mancanza d'acqua e lo stress da calore eccessivo. Perciò combinando le due variabili possiamo stimare il Rischio di Desertificazione.
Per definire i livelli di rischio consideriamo il valore assoluto dell'indice SPI6 (media annuale) e il return period RP (vedi Cold Wave Risk) per l'indice WSDI.
La nostra metodologia per la valutazione del Rischio Desertificazione è concettualmente molto avanzata perché si basa sul principio dei rischi composti (compound risks), in cui l'impatto combinato di due o più eventi estremi è maggiore della somma delle loro parti.
Nello specifico, combinare la scarsità d'acqua (siccità) con il calore estremo persistente (ondate di calore) è esattamente ciò che la scienza moderna indica come motore chiave del degrado del suolo e della desertificazione.
- United Nations Convention to Combat Desertification (UNCCD)
La principale autorità globale in materia è la Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD). La nostra metodologia riflette la loro definizione.
L'Articolo 1 della convenzione definisce la desertificazione come 'il degrado delle terre nelle aree aride, semi-aride e sub-umide secche, attribuibile a varie cause, tra le quali le variazioni climatiche e le attività umane'. La scienza successiva, in particolare i report IPCC, ha chiarito che le 'variazioni climatiche' più impattanti sono proprio l'intensificarsi della siccità e delle ondate di calore. Il nostro approccio, quindi, quantifica i due principali motori climatici del degrado del suolo.
- Special Report on Climate Change, Desertification, Land Degradation, Sustainable Land Management, Food Security, and Greenhouse gas fluxes in Terrestrial Ecosystems (SRCCL)
Il report speciale dell'IPCC su suolo e cambiamento climatico è la fonte più autorevole che spiega perché la combinazione di siccità e calore è così distruttiva per gli ecosistemi terrestri.
Il Capitolo 3 ('Desertification') e il Capitolo 4 ('Land Degradation') di questo report spiegano dettagliatamente i meccanismi biofisici. Evidenziano come:
- La scarsità d'acqua (siccità) chiude gli stomi delle piante, riducendo la crescita.
- Il calore estremo aumenta esponenzialmente l'evapotraspirazione, prosciugando il suolo molto più velocemente e causando stress termico diretto alla vegetazione.
La combinazione di questi due fattori (una 'siccità più calda' o hotter drought) porta al collasso della vegetazione e all'esposizione del suolo all'erosione molto più rapidamente di quanto farebbe uno solo dei due fattori.
Il nostro metodo, che crea categorie di rischio via via più severe quando SPI basso e WSDI alto si verificano contemporaneamente, è una perfetta traduzione operativa di queste conclusioni scientifiche.
- Future climate risk from compound events
Questo articolo è una review fondamentale che definisce il campo di studio degli 'eventi composti'. Spiega perché analizzare gli estremi in isolamento (solo siccità o solo ondate di calore) sottostima gravemente il rischio reale. L'articolo sostiene esplicitamente che la combinazione di siccità e ondate di calore è uno degli eventi composti più dannosi per l'agricoltura e gli ecosistemi.
Infine, le fonti per i singoli indicatori che compongono il nostro metodo sono le seguenti:
- The Relationship of Drought Frequency and Duration to Time Scales
- Standardized Precipitation Index User Guide
In conclusione, la nostra metodologia combina la definizione ufficiale di desertificazione (UNCCD) con le più recenti scoperte sugli impatti degli eventi climatici composti (IPCC, Zscheischler et al.), utilizzando indicatori standardizzati a livello globale (SPI e WSDI).