Caso studio · Agroalimentare

Agricoltura rigenerativa per i cereali, validata dai dati

Monitoraggio scientifico su 60 ettari di cereali nell'azienda sperimentale Colussi per validare pratiche di agricoltura rigenerativa prima di estenderle alla filiera nazionale dei marchi Misura e Agnesi.

Cliente
Colussi
Settore
Agroalimentare
Colussi

La filiera cerealicola tra rese e perdita di suolo

La cerealicoltura intensiva è tra le colture a maggiore impatto sulla biodiversità: monocolture estese, rotazioni semplificate e arature profonde degradano la struttura biologica del suolo, riducono gli habitat per impollinatori e fauna selvatica e impoveriscono i servizi ecosistemici da cui la produttività stessa dipende. L'agricoltura rigenerativa propone un'inversione di questo modello, ma per estenderla a una filiera nazionale servono evidenze sperimentali, non stime.

La sfida

Un laboratorio sperimentale per validare il rigenerativo prima della scala

Colussi punta a una filiera cereali resiliente con Misura e Agnesi: serviva validare le pratiche rigenerative su un sito pilota prima di estenderle ai 5.014 ettari. Servivano dati confrontabili per misurare l'effetto su biodiversità, suolo e clima e un modello replicabile per il disciplinare di filiera.

Cosa abbiamo fatto

Dati satellitari e sul campo su tre campi sperimentali

Il progetto pilota (2024-2027) costruisce una baseline ecologica per misurare l'impatto su biodiversità, clima e suolo. XNatura ha progettato un sistema di monitoraggio satellitare e bioacustico con sensori IoT in tempo reale.

Come abbiamo lavorato

Dal satellite ai campi sperimentali di Colussi

Un progetto pluriennale che integra analisi satellitare, sensori acustici e confronto sito-controllo per validare le pratiche rigenerative con dati scientifici prima dell'estensione alla filiera nazionale.

  1. 01Assessment ecologico dei 60 ettari sperimentaliL'analisi satellitare ha mappato i 60 ettari dei tre campi sperimentali e un'area di controllo, producendo la baseline degli indici di biodiversità: MSA, NDVI, potenziale nettarifero, copertura del suolo, rischi climatici e rischio idrogeologico. Questi dati definiscono il punto di partenza per il monitoraggio quinquennale.
  2. 023 Spectrum nei campi cerealicoli sperimentaliI 3 sensori Spectrum sono stati posizionati nei tre campi cerealicoli sperimentali per rilevare in continuo la presenza e la diversità acustica degli impollinatori. La distribuzione permette di confrontare le comunità di impollinatori tra parcelle con pratiche rigenerative diverse e di seguire le dinamiche stagionali in relazione ai cicli colturali.
  3. 03Rigenerativo vs convenzionale nei cerealiI dati satellitari e quelli dei sensori sono stati integrati per confrontare le condizioni ecologiche della tenuta con l'area di controllo. Il confronto sito-controllo quantifica la differenza in termini di MSA, potenziale nettarifero, diversità degli impollinatori e copertura del suolo, documentando con evidenze scientifiche l'effetto delle pratiche rigenerative sulla biodiversità cerealicola.
  4. 04Dal sito sperimentale alla filiera nazionaleI dati confluiscono nella XNatura Environmental Platform, dove Colussi monitora l'evoluzione della biodiversità dei campi sperimentali. L'obiettivo quinquennale è costruire un modello replicabile e validato per estendere le pratiche rigenerative ai 5.014 ettari della filiera nazionale dei marchi Misura e Agnesi.

Cosa dicono i dati

Dati dai campi sperimentali

L'NDVI medio annuale del sito è 0,47, un indicatore chiave per valutare l'efficacia delle pratiche rigenerative. L'NDVI misura la vitalità della vegetazione da satellite: valori più alti indicano maggiore copertura del suolo, fotosintesi attiva e protezione dall'erosione. In un contesto cerealicolo convenzionale, il suolo resta nudo per mesi dopo la raccolta estiva (NDVI 0,10–0,15 tra luglio e agosto), perdendo sostanza organica, umidità e capacità di ospitare biodiversità. L'agricoltura rigenerativa punta ad aumentare l'NDVI medio annuale attraverso cover crops, rotazioni diversificate e riduzione dei periodi di suolo esposto. Un NDVI medio di 0,47 rappresenta il punto di partenza del monitoraggio quinquennale: il suo andamento nel tempo documenterà se le pratiche rigenerative stanno effettivamente migliorando la salute del suolo e la copertura vegetale.

I 3 Spectrum hanno monitorato 14.500 impollinatori (di cui 1.445 nella sessione più recente), identificando 18 cluster distinti. L'indice MSA Land Use del sito è 12,1, un valore che riflette la realtà di un sito con il 99,7% di uso del suolo agricolo. La componente piante registra MSA 6,7 (sito) contro 18,2 (controllo), coerente con la dominanza cerealicola e l'assenza di vegetazione spontanea permanente. La componente animali raggiunge MSA 37 (sito) contro 44,9 (controllo), indicando che nonostante il paesaggio semplificato, una comunità di impollinatori è presente e monitorabile. Questo valore basso è il punto di partenza del monitoraggio quinquennale: l'obiettivo è verificare se le pratiche rigenerative sapranno migliorarlo anno dopo anno.

Il monitoraggio in azione

Il monitoraggio in azione

Le sezioni chiave della piattaforma XNatura Environmental Platform dedicate a Colussi.

Stato della biodiversitàIndici MSA, Natural Patches, potenziale nettarifero e confronto sito-controllo nei 60 ettari dei campi sperimentali.
MicroclimaTemperatura superficiale, inquinamento luminoso e parametri microclimatici dei campi cerealicoli sperimentali.
Rischio siccitàIndici di aridità, stress idrico e resilienza del suolo della tenuta rispetto ai cambiamenti climatici nell'azienda sperimentale.
Rischio idrogeologicoRischio alluvionale, rischio frane e analisi idrogeologica dei terreni cerealicoli sperimentali.

La piattaforma

Accedi alla XNatura Environmental Platform

La piattaforma con cui Colussi monitora la biodiversità dei campi sperimentali e traccia l'evoluzione delle pratiche rigenerative con dati confrontabili nel tempo.

Accedi alla piattaforma →
XNatura Environmental Platform

FAQ

Domande frequenti

Qual è stata la sfida ambientale per Colussi?

La filiera cerealicola tra rese e perdita di suolo. La cerealicoltura intensiva è tra le colture a maggiore impatto sulla biodiversità: monocolture estese, rotazioni semplificate e arature profonde degradano la struttura biologica del suolo, riducono gli habitat per impollinatori e fauna selvatica e impoveriscono i servizi ecosistemici da cui la produttività stessa dipende. L'agricoltura rigenerativa propone un'inversione di questo modello, ma per estenderla a una filiera nazionale servono evidenze sperimentali, non stime.

Quale metodo ha usato XNatura per Colussi?

Un progetto pluriennale che integra analisi satellitare, sensori acustici e confronto sito-controllo per validare le pratiche rigenerative con dati scientifici prima dell'estensione alla filiera nazionale.

Che dati sono emersi dal progetto Colussi?

L'NDVI medio annuale del sito è 0,47, un indicatore chiave per valutare l'efficacia delle pratiche rigenerative. L'NDVI misura la vitalità della vegetazione da satellite: valori più alti indicano maggiore copertura del suolo, fotosintesi attiva e protezione dall'erosione. In un contesto cerealicolo convenzionale, il suolo resta nudo per mesi dopo la raccolta estiva (NDVI 0,10–0,15 tra luglio e agosto), perdendo sostanza organica, umidità e capacità di ospitare biodiversità. L'agricoltura rigenerativa punta ad aumentare l'NDVI medio annuale attraverso cover crops, rotazioni diversificate e riduzione dei periodi di suolo esposto. Un NDVI medio di 0,47 rappresenta il punto di partenza del monitoraggio quinquennale: il suo andamento nel tempo documenterà se le pratiche rigenerative stanno effettivamente migliorando la salute del suolo e la copertura vegetale. I 3 Spectrum hanno monitorato 14.500 impollinatori (di cui 1.445 nella sessione più recente), identificando 18 cluster distinti. L'indice MSA Land Use del sito è 12,1, un valore che riflette la realtà di un sito con il 99,7% di uso del suolo agricolo. La componente piante registra MSA 6,7 (sito) contro 18,2 (controllo), coerente con la dominanza cerealicola e l'assenza di vegetazione spontanea permanente. La componente animali raggiunge MSA 37 (sito) contro 44,9 (controllo), indicando che nonostante il paesaggio semplificato, una comunità di impollinatori è presente e monitorabile. Questo valore basso è il punto di partenza del monitoraggio quinquennale: l'obiettivo è verificare se le pratiche rigenerative sapranno migliorarlo anno dopo anno.

Che accesso ha oggi Colussi alla piattaforma XNatura?

La piattaforma con cui Colussi monitora la biodiversità dei campi sperimentali e traccia l'evoluzione delle pratiche rigenerative con dati confrontabili nel tempo.

Vuoi misurare la biodiversità della tua filiera cerealicola?

XNatura accompagna aziende agricole, filiere e consorzi nel monitoraggio della biodiversità con sensori IoT, mappatura satellitare, confronto sito-controllo e protocolli scientifici validati.

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