Caso studio · Energia
La biodiversità misurata accanto all’impianto di biometano
Monitoraggio scientifico della biodiversità e della qualità dell’aria presso l’Oasi BeeNEXT di Zinasco (PV), dove Edison Next ha creato un habitat per impollinatori accanto all’impianto di produzione di biometano, con sensori IoT, piante nettarifere autoctone e rifugi per l’entomofauna.

Impianti a biometano: suolo occupato , emissioni locali, habitat alterati
Un impianto di produzione di biometano occupa suolo, genera emissioni locali di particolato e biogas, e modifica gli habitat circostanti con rumore, traffico e impermeabilizzazione. La continuità produttiva dipende dalla qualità dell’aria, dalla stabilità degli ecosistemi limitrofi e dalla salute degli impollinatori che sostengono la vegetazione nell’area di pertinenza.
La sfida
Dimostrare che l’impianto preserva l’ecosistema del territorio
Edison Next aveva bisogno di evidenze scientifiche per dimostrare che l’impianto di biometano di Zinasco ha un impatto contenuto sulla biodiversità e sulla qualità dell’aria. Serviva un modello replicabile su altri impianti del gruppo, con dati integrabili nel reporting ambientale e nella comunicazione corporate.
Cosa abbiamo fatto
L’Oasi BeeNEXT: rigenerazione e monitoraggio accanto all’impianto
XNatura ha risposto con l’Oasi BeeNEXT presso l’impianto di Zinasco (PV): 3,4 ettari rigenerati con piante nettarifere e rifugi, monitorati con sensori IoT e satellite per produrre le evidenze richieste.
Sul campo


Come abbiamo lavorato
Dall’impianto all’ Oasi BeeNEXT
Un progetto che integra rigenerazione dell’habitat, sensoristica IoT e analisi satellitare per misurare la biodiversità e la qualità dell’aria presso l’impianto di biometano di Zinasco.
- 01Assessment ecologico del sito e dell’area di controlloL’analisi satellitare ha mappato i 3,4 ettari dell’Oasi BeeNEXT e un’area di controllo nel territorio circostante, producendo la baseline degli indici di biodiversità, tra cui MSA, potenziale nettarifero, copertura del suolo, qualità dell’aria, rischi climatici e rischio idrogeologico. Questi dati definiscono il punto di partenza per misurare l’impatto dell’impianto e l’efficacia dell’intervento di rigenerazione.
- 0250 piante nettarifere e 7 rifugi per impollinatoriNell’area verde adiacente all’impianto di biometano sono state messe a dimora 50 piante nettarifere a portamento arboreo e arbustivo appartenenti a 5 specie autoctone, più arbusti di 10 specie diverse. Sono stati installati 7 rifugi per impollinatori selvatici, progettati per accogliere api solitarie, coccinelle e farfalle.
- 034 sensori IoT nell’Oasi BeeNEXTI 4 sensori IoT sono stati installati nell’Oasi: Hive-Tech sugli alveari per il biomonitoraggio delle colonie e il rilevamento di anomalie ambientali, Spectrum per il censimento acustico continuo degli impollinatori selvatici, e PollyX integrata nei rifugi per il monitoraggio della qualità dell’aria (PM2.5 e PM10).
- 04Impatto dell’impianto e stato dell’Oasi rispetto al territorioI dati satellitari e quelli dei sensori sono stati integrati per produrre il quadro completo della biodiversità dell’Oasi. Il confronto sito-controllo ha quantificato il delta MSA Land Use tra l’area dell’impianto e il territorio circostante, misurando l’impatto reale e identificando le aree di intervento prioritàrie per la rigenerazione.
- 05Dalla prima Oasi alla rete BeeNEXTI dati confluiscono nella XNatura Environmental Platform, dove Edison Next monitora l’evoluzione della biodiversità dell’Oasi di Zinasco. L’obiettivo e costruire una serie storica che documenti l’effetto della rigenerazione nel tempo e replicare il modello BeeNEXT su altri impianti, trasformando i siti energetici in una rete distribuita di hub della biodiversità.
Cosa dicono i dati
Dati dall’ Oasi BeeNEXT di Zinasco
Lo Spectrum ha identificato 15 cluster distinti di impollinatori nell’Oasi, confermando che piantumazione e rifugi stanno creando condizioni favorevoli per l’entomofauna accanto all’impianto di biometano.
Il confronto sito-controllo evidenzia un delta di –6,40 sull’indice MSA Land Use: il sito raggiunge 13,5 contro il 19,9 dell’area di controllo. Il dato riflette l’impatto dell’impianto e definisce la baseline su cui misurare nel tempo l’efficacia della rigenerazione.
I sensori PollyX hanno rilevato 15,9 μg/m³ di PM2.5 e 19,7 μg/m³ di PM10, fornendo a Edison Next una baseline continua della qualità dell’aria per monitorare l’andamento nel tempo.
Il monitoraggio in azione
Il monitoraggio in azione
Le sezioni chiave della piattaforma XNatura Environmental Platform dedicate a Edison Next.
La piattaforma
Accedi alla XNatura Environmental Platform
La piattaforma con cui Edison Next monitora la biodiversità e la qualità dell’aria dell’Oasi BeeNEXT e misura l’impatto dell’impianto con dati confrontabili nel tempo.
Accedi alla piattaforma →
FAQ
Domande frequenti
Qual è stata la sfida ambientale per Edison Next?
Impianti a biometano: suolo occupato , emissioni locali, habitat alterati. Un impianto di produzione di biometano occupa suolo, genera emissioni locali di particolato e biogas, e modifica gli habitat circostanti con rumore, traffico e impermeabilizzazione. La continuità produttiva dipende dalla qualità dell’aria, dalla stabilità degli ecosistemi limitrofi e dalla salute degli impollinatori che sostengono la vegetazione nell’area di pertinenza.
Quale metodo ha usato XNatura per Edison Next?
Un progetto che integra rigenerazione dell’habitat, sensoristica IoT e analisi satellitare per misurare la biodiversità e la qualità dell’aria presso l’impianto di biometano di Zinasco.
Che dati sono emersi dal progetto Edison Next?
Lo Spectrum ha identificato 15 cluster distinti di impollinatori nell’Oasi, confermando che piantumazione e rifugi stanno creando condizioni favorevoli per l’entomofauna accanto all’impianto di biometano. Il confronto sito-controllo evidenzia un delta di –6,40 sull’indice MSA Land Use: il sito raggiunge 13,5 contro il 19,9 dell’area di controllo. Il dato riflette l’impatto dell’impianto e definisce la baseline su cui misurare nel tempo l’efficacia della rigenerazione. I sensori PollyX hanno rilevato 15,9 μg/m³ di PM2.5 e 19,7 μg/m³ di PM10, fornendo a Edison Next una baseline continua della qualità dell’aria per monitorare l’andamento nel tempo.
Che accesso ha oggi Edison Next alla piattaforma XNatura?
La piattaforma con cui Edison Next monitora la biodiversità e la qualità dell’aria dell’Oasi BeeNEXT e misura l’impatto dell’impianto con dati confrontabili nel tempo.
Vuoi misurare la biodiversità dei tuoi impianti?
XNatura accompagna operatori energetici, utility e aziende industriali nel monitoraggio della biodiversità con sensori IoT, mappatura satellitare, confronto sito-controllo e protocolli scientifici validati.
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