Disegnare nel WebGIS e mappa libera mentre modifichi
Nel WebGIS puoi finalmente disegnare punti, linee e poligoni direttamente in piattaforma, e i colori che dai ai layer restano salvati. Nell'editor manuale dell'uso del suolo la mappa si sposta e si ingrandisce mentre dipingi, con un cursore di opacità dedicato, e tutti i tooltip della pagina Rischi e Opportunità sono stati riscritti e verificati uno per uno.
Nuove Funzionalità
10 aggiornamentiDisegnare punti, linee e poligoni dentro il WebGIS
disegno-webgisFino a ieri il WebGIS sapeva soltanto ricevere file: per correggere il confine di una particella o aggiungere una forma mancante dovevi tornare al tuo programma GIS, rifare l'esportazione e ricaricare tutto da capo. Ora la barra degli strumenti a sinistra della mappa contiene una vera cassetta da disegno: punto, linea, poligono, rettangolo e cerchio, più la modifica dei vertici di una forma già presente e la cancellazione di quelle che non ti servono più. C'è anche l'aggancio automatico ai vertici esistenti, così due aree confinanti combaciano esattamente invece di lasciare fessure o sovrapposizioni di pochi centimetri. Ogni forma che chiudi viene salvata subito sul layer selezionato nell'elenco di sinistra, quindi non c'è nessun pulsante «salva» da ricordarsi di premere alla fine. Se in quel momento non hai selezionato alcun layer, la piattaforma ne crea uno chiamato «Schizzi» e ci mette dentro il disegno: puoi rinominarlo e ristilizzarlo dopo, con calma. Anche due forme disegnate una dietro l'altra molto rapidamente finiscono nello stesso layer, senza sdoppiamenti. Se il salvataggio non va a buon fine — capita con una connessione instabile — la forma resta sulla mappa e un messaggio ti avvisa che non è stata salvata, perché cancellare il tuo lavoro per un problema di rete sarebbe la scelta peggiore. Spostare i vertici funziona anche su una forma che appartiene a un layer diverso da quello evidenziato: la modifica viene attribuita al layer giusto, cioè quello che contiene davvero la forma. Trovi i nuovi strumenti su XNatura → Monitoring → Sito → WebGIS, nella colonna di sinistra sopra l'elenco dei layer.
Spostare e ingrandire la mappa mentre correggi l'uso del suolo
mappa-libera-durante-modificaQuando correggi l'uso del suolo a mano, la sessione di disegno teneva la mappa completamente ferma: se il sito non entrava tutto nello schermo, l'unico modo per raggiungere l'angolo che ti interessava era chiudere la modifica, spostare la mappa e ricominciare da capo. Ora la mano — lo strumento che non dipinge — restituisce alla mappa il trascinamento, mentre la rotellina, il pizzico sul touchpad e i pulsanti + e − funzionano con qualunque strumento attivo, pennello e gomma compresi. Il pennello e la gomma continuano a bloccare il trascinamento, e per un buon motivo: mentre dipingi la pressione del mouse deve poter significare una cosa sola, altrimenti ogni tentativo di spostare la mappa lascerebbe dietro di sé una pennellata involontaria. La parte più delicata era conservare il lavoro fatto: la tela su cui dipingi copre solo la porzione di mappa che vedi, quindi a ogni spostamento le pennellate appena tracciate vengono riversate nell'immagine completa della sessione e la tela viene ricostruita a partire da quella. Il risultato è che puoi dipingere un angolo, spostarti dall'altra parte del sito, dipingere ancora e ritrovare ogni cosa al suo posto, senza copie sfalsate né coperture che si mangiano le vicine. Anche annulla e ripeti attraversano gli spostamenti: la cronologia è un'unica sequenza in cui pennellate e movimenti si alternano nell'ordine in cui hai lavorato, quindi puoi tornare indietro di diversi passaggi anche se nel frattempo hai mosso la mappa. Prima di questa novità un semplice spostamento azzerava la cronologia e i due pulsanti restavano spenti, congelando il lavoro a metà. Mentre la mappa è in movimento la tela viene nascosta e ricompare solo quando la nuova inquadratura è pronta, così non vedi mai una porzione di colore appoggiata su un terreno che non le corrisponde. Provala su XNatura → Monitoring → Sito → Uso del suolo → Editor manuale, scegliendo la mano nella barra degli strumenti.
Il cursore dell'opacità arriva dentro l'editor manuale
opacita-nell-editorIl cursore che regola quanto è trasparente lo strato dell'uso del suolo esisteva già sulla mappa, ma restava fuori dalla sessione di modifica: appena aprivi l'editor manuale non c'era più modo di guardare l'immagine satellitare sotto i colori, e capire dove finisce esattamente un filare o dove inizia il bosco diventava un esercizio di memoria. Adesso il cursore è disponibile anche dentro l'editor, in alto a sinistra della mappa di modifica, sempre a portata di mano mentre dipingi. È lo stesso comando che usi fuori, non un secondo meccanismo: il valore impostato sulla mappa lo ritrovi identico entrando in modifica, e viceversa, quindi non devi ritarare nulla ogni volta che entri o esci. Portandolo verso il basso i colori delle altre coperture si fanno via via trasparenti e l'immagine satellitare emerge sotto, mentre la copertura che stai dipingendo in quel momento resta ben visibile: è proprio quella che ti serve per confrontare il tuo tratto con il terreno reale. Puoi quindi tracciare un confine tenendo l'ortofoto come guida, alzare l'opacità per controllare il risultato d'insieme e riabbassarla per rifinire i dettagli, senza mai uscire dalla sessione. La posizione in alto a sinistra è una scelta precisa, per non entrare in conflitto con i comandi dello zoom in basso: i due controlli non si rubano più i clic a vicenda. La trasparenza è soltanto un modo di visualizzare: il colore che salvi resta pieno, quindi non c'è alcun rischio di consegnare una mappa sbiadita perché avevi lasciato il cursore in basso. Trovi il comando su XNatura → Monitoring → Sito → Uso del suolo → Editor manuale, in alto a sinistra sopra la mappa di modifica.
Bug Risolti
10 aggiornamentiI cursori dell'opacità rispondono di nuovo al mouse
cursori-opacita-utilizzabiliCi è arrivata più volte la stessa segnalazione: «il cursore dell'opacità non funziona, né dentro la modifica né fuori». Le cause erano due, diverse fra loro ma con lo stesso effetto scoraggiante. Il cursore dentro l'editor manuale ignorava completamente il mouse e rispondeva soltanto ai tasti freccia, perché l'accorgimento che impedisce alla mappa di spostarsi durante il trascinamento finiva per intercettare anche il gesto destinato al cursore. Ora il trascinamento viene seguito in modo continuo, il valore cambia mentre muovi il mouse e la mappa sotto resta ferma dove l'avevi lasciata. Il cursore sulla mappa dell'uso del suolo, invece, funzionava ma era largo appena sei pixel: l'area da centrare era così sottile che la maggior parte dei tentativi la mancava di poco, e sembrava che il comando fosse inerte. Gli abbiamo dato una colonna di ventiquattro pixel da afferrare, senza cambiare nulla nell'aspetto: la barra si vede esattamente come prima, semplicemente ora si prende al primo colpo. Il terzo pezzo riguarda che cosa accade quando abbassi la trasparenza durante la modifica: la copertura su cui stai lavorando non sbiadisce più insieme alle altre, così portando il cursore a zero ti resta esattamente il colore che stai dipingendo appoggiato sull'immagine satellitare nuda, che è il motivo per cui questo comando esiste. Prima sparivano entrambi e il confronto con il terreno diventava impossibile. Non serve fare nulla per averlo: apri XNatura → Monitoring → Sito → Uso del suolo e prova a trascinare il cursore, dentro e fuori dall'editor manuale.
Rinominare una versione dell'uso del suolo non la fa più sparire
rinomina-versioni-uso-suoloRinominare una versione dell'uso del suolo poteva farla scomparire dall'elenco, ed era una scomparsa particolarmente sgradevole perché sembrava andata a buon fine: la piattaforma confermava con un messaggio di successo, la lista restava apparentemente identica e solo ricaricando la pagina ti accorgevi che quella versione non c'era più. Il motivo è che i numeri di versione vengono contati per nome: assegnando a una versione un nome già usato da un'altra famiglia, la versione entrava in una numerazione dove esisteva già un numero più alto e finiva quindi dietro le altre, fuori dall'elenco visibile. Ora rinominare con un nome già esistente significa in modo esplicito «diventa la versione più recente di quel nome», e la numerazione viene aggiornata di conseguenza, quindi la versione resta dove ti aspetti di trovarla. Perché la cosa sia chiara prima che venga scritto qualsiasi dato, cliccando «Cambia nome» nel menù della versione si apre una finestra «Come funziona» con uno schema prima/dopo: leggi il nome e il numero che la versione ha adesso, quale nome assumerà e — quando il nome scelto è già in uso — quale voce lascerà l'elenco e dove ritrovarla, cioè nello Storico CLC. La spiegazione arriva ora all'inizio, quando clicchi la voce di menù, e non più alla fine dopo aver premuto Salva: a quel punto avevi già deciso e leggerla serviva a poco. Quando poi scegli un nome già occupato, una nota compatta dentro il selettore ti dice con precisione quale versione stai per diventare e quale si sposta nello storico. Abbiamo sistemato anche la ricerca dei nomi, che prima trovava soltanto il termine in inglese: scrivendo «prateria» non compariva nulla, mentre adesso la ricerca riconosce le etichette in tutte le lingue della piattaforma. Dallo schema abbiamo infine tolto il numero che non era possibile prevedere con certezza, perché un numero sbagliato scritto con sicurezza è peggio di un numero in meno. Trovi tutto su XNatura → Monitoring → Sito → Uso del suolo → Storico CLC, dal menù di una versione.
Il confronto visivo delle versioni resta dentro la sua finestra
storico-clc-nel-dialogoLa finestra che mostra il confronto visivo fra le versioni dell'uso del suolo aveva un difetto di impaginazione vistoso: l'immagine e le informazioni che la accompagnano uscivano dai bordi della finestra stessa. In pratica la mappa finiva sopra l'intestazione, la didascalia e il cursore dell'opacità scavalcavano il bordo inferiore, e la legenda con i nomi delle classi veniva spinta così in basso da essere tagliata via del tutto: proprio la parte che serve per capire quale colore corrisponde a quale copertura. Ora ogni elemento resta nella propria fascia — l'intestazione in alto, il contenuto al centro con la sua barra di scorrimento, i comandi in basso — e la legenda torna leggibile per intero. Abbiamo anche eliminato un'altezza fissa che creava problemi sugli schermi larghi ma bassi, come i portatili da tredici e quattordici pollici: su quelle proporzioni la finestra sforava sopra e sotto in modo simmetrico, e le linguette per cambiare vista insieme al pulsante di chiusura finivano fuori dallo schermo, irraggiungibili. Adesso l'altezza della finestra si adatta a quella del browser, quindi i comandi restano sempre visibili e cliccabili qualunque sia la risoluzione. Il contenuto che ha bisogno di scorrere scorre nella propria area, senza trascinare con sé il resto della finestra. Se in passato avevi rinunciato a usare questo confronto perché sul tuo schermo risultava inutilizzabile, vale davvero la pena riprovare adesso. Lo apri da XNatura → Monitoring → Sito → Uso del suolo → Storico CLC, scegliendo la vista di confronto fra le versioni.
Il WebGIS non perde più i colori dei layer a ogni ricarica
colori-layer-webgisNel WebGIS potevi impostare colori, spessori e trasparenze dei tuoi layer, ma quel lavoro di vestizione veniva conservato solo per la durata della visita: bastava ricaricare la pagina, o rientrare il giorno dopo, e tutto tornava ai colori di partenza. Per chi usa la mappa come strumento di lettura — un colore per le aree in conversione, un altro per i punti di monitoraggio, un altro per i confini — significava rifare lo stesso lavoro ogni volta. Adesso lo stile viene salvato sul layer man mano che lo modifichi e riletto al caricamento successivo, quindi la mappa ti accoglie esattamente come l'avevi lasciata. Il salvataggio è volutamente ritardato di una frazione di secondo mentre trascini i cursori, così spostare una trasparenza avanti e indietro non genera decine di salvataggi inutili. Nello stesso giro abbiamo corretto quattro imprecisioni della stessa pagina: l'indicatore in basso a sinistra mostrava sempre lo stesso livello di zoom invece di seguire la mappa, un'esportazione che non andava a buon fine si concludeva in silenzio senza dire nulla, un layer appena disegnato veniva a volte confuso con un'immagine satellitare e trattato come tale, e le due richieste di conferma prima di un'eliminazione usavano la finestrella grigia del browser invece dello stile della piattaforma. Ora zoom e coordinate seguono davvero la mappa, un'esportazione fallita te lo dice, il tipo di layer viene riconosciuto correttamente e le conferme di eliminazione hanno l'aspetto del resto dell'interfaccia. Abbiamo inoltre reso più rapida la tabella degli attributi, che ripeteva due volte per ogni riga il calcolo delle colonne derivate. Non è richiesta alcuna azione da parte tua: apri XNatura → Monitoring → Sito → WebGIS, dai ai tuoi layer i colori che preferisci e ricarica la pagina per vedere che restano al loro posto.
La chat del Report dice davvero che cosa ha applicato
chat-report-piu-affidabileL'assistente che ti aiuta a scrivere il report può modificare i blocchi del documento su tua richiesta, e alla fine di ogni operazione mostra un riepilogo con un'etichetta di esito. Il problema è che quel riepilogo contava le modifiche richieste e non quelle andate a buon fine: se una richiesta non poteva essere applicata — per esempio perché nel frattempo il blocco era stato eliminato, o perché quel tipo di riordino non è previsto — veniva scartata in silenzio e l'etichetta diceva comunque «Applicato». Chi leggeva «1 blocco aggiornato» senza vedere cambiare nulla nel documento concludeva, molto ragionevolmente, che l'assistente non esegue le richieste. Ora viene contato soltanto ciò che è stato davvero applicato: il riepilogo elenca le operazioni scartate con il motivo per cui non sono passate, e l'etichetta diventa «Scartato» quando non è entrato nulla. Anche il caso peggiore, cioè un'intera serie di modifiche respinta perché mal formata, non è più muto: prima si concludeva senza una parola, indistinguibile da un assistente che se ne sta fermo. Nello stesso giro abbiamo reso leggibili i testi secondari del pannello: l'orario dei messaggi, l'indicatore che segnala l'elaborazione in corso, il nome dell'operazione, il credito residuo e i suggerimenti erano scritti in trasparenza su fondo scuro, con un contrasto inferiore alla metà della soglia raccomandata per il testo piccolo. L'orario, in particolare, era praticamente invisibile. Ora quegli stessi elementi usano colori pieni e più chiari della stessa palette, quindi si leggono senza sforzo anche su uno schermo poco luminoso o in una stanza molto illuminata. Trovi la chat su XNatura → Monitoring → Sito → Report, aprendo un documento e usando il pannello dell'assistente sulla destra.
Miglioramenti
10 aggiornamentiTutti i tooltip della pagina Rischi riscritti e verificati
tooltip-rischi-riscrittiLa pagina Rischi e Opportunità è densissima di indicatori, e accanto a ciascuno c'è un «?» che dovrebbe spiegarti che cosa stai guardando. Quelle spiegazioni, però, spesso girano su se stesse («livello di impatto: il valore numerico corrispondente al rischio di impatto»), usano termini tecnici senza scioglierli — un percentile senza dire percentile di che cosa — e cambiano stile da un indicatore all'altro. Le abbiamo riscritte tutte, una per una, con lo stesso taglio divulgativo: prima che cosa misura l'indicatore, con la sua unità di misura, e poi come si legge il valore che vedi, cioè quando è alto, quando è basso e che cosa comporta per il tuo sito. Il muro di testo del tooltip di approfondimento è diventato una filiera in cinque passaggi che segue il ragionamento dall'inizio alla fine: dalle variabili ambientali al rischio fisico, poi la sensibilità dell'attività, il rischio di impatto e infine il valore economico esposto. Sulla riscrittura abbiamo fatto una seconda passata, questa volta di verifica scientifica, confrontando ogni testo con la documentazione ufficiale degli indicatori: settantadue spiegazioni contenevano un errore o un'imprecisione e sono state corrette. Fra le correzioni più significative: alcune scale erano descritte al contrario, così un valore che indica natura ben conservata sembrava indicarne il degrado e una costa più vulnerabile sembrava più sicura; la probabilità dei rischi finanziari non è una percentuale ma una scala qualitativa su quattro orizzonti temporali; le soglie dei giorni di caldo estremo si riferiscono alla temperatura media giornaliera e non alla massima; il rischio da vento misura lo stress cronico legato alla velocità media, mentre le raffiche eccezionali sono un indicatore a parte. Anche la pagina Metodologia è stata allineata, perché descriveva la matrice che combina rischio fisico e sensibilità con un numero di livelli diverso da quello effettivamente usato nel calcolo. Tutto questo lavoro è già online in italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, quindi la spiegazione che leggi è la stessa qualunque lingua tu usi. Passa il mouse sui «?» in XNatura → Monitoring → Rischi e Opportunità per leggere le nuove spiegazioni.
Aggiungere un tipo di copertura in due clic invece di quattro
tipi-uso-suolo-meno-clicCreare un nuovo tipo di copertura dentro l'editor manuale dell'uso del suolo chiedeva quattro clic e un passaggio del mouse prima di poter scegliere la categoria: aggiungere il tipo, chiedere una riga, scoprire la matita nascosta nel passaggio del mouse su quella riga vuota e solo allora aprire l'elenco delle categorie. Tre di quei passaggi non chiedevano nulla e non dicevano nulla, erano semplicemente da fare. Ora creare un tipo porta con sé la sua prima riga, quella riga si apre già sul selettore della categoria e il selettore compare con il cursore nel campo di ricerca, così puoi restringere l'elenco scrivendo le prime lettere nell'istante in cui appare. Anche «Annulla» si comporta come ti aspetti: su una riga di cui non avevi ancora scelto la categoria la rimuove, e porta via con sé anche il tipo se era stato appena creato, quindi «+» seguito da «Annulla» lascia l'elenco esattamente come era prima. In precedenza quella riga restava lì, vuota e senza titolo, e bloccava per il resto della sessione la possibilità di definire un uso del suolo su quel tipo. Abbiamo poi corretto un comportamento che disorientava: se scegli per un tipo un uso del suolo che un altro tipo ha già, i due sono la stessa cosa e vengono unificati, quindi la scheda che stavi compilando si chiude e la selezione passa al tipo che quell'uso del suolo aveva già. Il punto è che quella scheda poteva trovarsi in qualunque posizione dell'elenco, anche fuori dallo schermo: la tua sembrava svanita nel nulla e pareva che non fosse accaduto niente. Adesso l'elenco porta sempre in vista la scheda su cui la selezione si è spostata, e non si muove quando la scheda è già visibile, quindi cliccare una matita non fa saltare la lista. Infine il selettore delle categorie non perde più il testo digitato mentre l'editor si aggiorna, e chi usa un lettore di schermo sente annunciata correttamente la categoria scelta. Trovi tutto su XNatura → Monitoring → Sito → Uso del suolo → Editor manuale, aggiungendo un tipo con il pulsante «+».