Poligoni per l'uso del suolo e file nel WebGIS
Nell'editor dell'uso del suolo arriva lo strumento poligono, che riempie un'area intera con la copertura scelta, e il pannello del WebGIS guadagna una scheda File con tutto quello che hai caricato. In più: l'NDVI nella tabella degli scenari, la verifica della connettività dei sensori dal censimento, grassetto e corsivo nei testi del racconto e una lunga serie di conteggi finalmente allineati in Panoramica.
Nuove Funzionalità
17 aggiornamentiRiempire un'area intera con lo strumento poligono
disegno-poligono-uso-suoloFino a oggi l'editor manuale dell'uso del suolo si dipingeva soltanto a pennello, tratto dopo tratto: coprire un campo intero o una macchia di bosco significava passare e ripassare sull'area finché non era tutta colorata, con il rischio di lasciare buchi o di sbordare oltre il confine. Ora accanto a pennello, gomma e mano c'è anche il poligono, che funziona esattamente come il disegno delle aree che già conosci nel resto della piattaforma: scegli la copertura, clicchi i vertici dell'area, chiudi la forma e l'interno viene riempito tutto in una volta con il colore di quella copertura. Mentre disegni vedi il perimetro elastico che segue il mouse, i vertici già posati e la superficie calcolata in tempo reale, così capisci subito quanto stai coprendo. Chiudi la forma cliccando di nuovo sul primo vertice oppure con un doppio clic, e se hai posato meno di tre punti la piattaforma non ti lascia chiudere un'area che non esiste. Nella barra dello strumento trovi tre comandi dedicati: termina la forma, elimina l'ultimo punto se hai sbagliato mira, annulla tutto e ricomincia. Ogni poligono completato conta come un unico passo nella cronologia, quindi un solo «annulla» rimuove l'intera area riempita, esattamente come farebbe con una singola pennellata. Mentre lo strumento è attivo la mappa non si trascina — altrimenti ogni tentativo di spostarsi lascerebbe dietro di sé un vertice indesiderato — ma lo zoom continua a funzionare con la rotellina e con i pulsanti, così puoi avvicinarti per posare un vertice con precisione. Il tasto Esc annulla soltanto la forma che stai tracciando e ti lascia lo strumento in mano, senza buttarti fuori dalla sessione di disegno. Abbiamo anche spostato la barra del poligono sotto la riga dei comandi in alto, perché prima finiva sotto il selettore delle mappe di sfondo e il pulsante «Annulla» risultava semplicemente non cliccabile. Trovi il nuovo strumento su XNatura → Monitoring → Sito → Uso del suolo → Editor manuale, nella colonna degli strumenti a sinistra.
Una scheda File nel pannello dei layer del WebGIS
tab-file-webgisIl pannello di sinistra del WebGIS mostrava soltanto i layer, cioè il risultato di quello che avevi caricato, e non c'era modo di risalire al file di partenza: se avevi importato tre esportazioni diverse nello stesso pomeriggio, capire quale layer venisse da quale file era un esercizio di memoria. Ora quel pannello ha due schede, Layer e File, e la seconda elenca tutti i file caricati sul sito con il loro nome originale, il formato, la data di caricamento, chi li ha caricati e quante geometrie contengono. Da ogni riga puoi inquadrare il file sulla mappa con un clic, così vedi immediatamente dove si trova quello che hai importato mesi fa e non ricordi più. Puoi anche riscaricarlo: la piattaforma lo riesporta nel formato in cui era stato caricato, il che è comodo quando il file originale non lo trovi più sul tuo computer o quando devi passarlo a un collega. Nella stessa occasione abbiamo corretto un difetto che si notava subito dopo aver disegnato: un layer appena creato a mano non ha ancora un file dietro di sé e restava con la rotellina di caricamento accesa per sempre, come se stesse scaricando qualcosa che non sarebbe mai arrivato. Ora quei layer si presentano semplicemente come pronti, senza attese fantasma. Abbiamo inoltre eliminato una ricarica inutile: il contenuto geografico di un layer veniva riscaricato ogni volta che l'elenco si aggiornava, anche quando non era cambiato nulla, e su file pesanti la differenza si sentiva. Adesso viene riletto solo quando il layer è stato davvero modificato, quindi la mappa risponde più in fretta e consuma meno dati. Trovi la nuova scheda su XNatura → Monitoring → Sito → WebGIS, in cima al pannello dei layer.
L'NDVI entra nella tabella di confronto degli scenari
colonna-ndvi-scenariLa pagina Scenari mette a confronto lo stato attuale del territorio con le trasformazioni che stai simulando, riga per riga e indicatore per indicatore. Fino a oggi quella tabella non diceva nulla sul vigore della vegetazione, che è però una delle prime cose che si vogliono sapere quando si valuta un intervento: si leggevano la naturalità, l'impermeabilità, le superfici e gli indicatori di biodiversità, ma non quanto sarebbe stata verde e rigogliosa l'area risultante. Ora c'è una colonna dedicata all'NDVI medio, l'indice che dalle immagini satellitari misura quanto la vegetazione è densa e in salute. Poiché la tabella e il grafico «Evoluzione degli scenari» condividono le stesse colonne, l'indicatore compare in entrambi contemporaneamente, senza che tu debba attivare nulla di diverso nei due posti. Abbiamo anche sistemato il modo in cui i valori vengono scritti: prima ogni numero della tabella veniva arrotondato all'intero, perché tutti gli altri indicatori sono percentuali o conteggi, e un NDVI medio di 0,40 finiva stampato come «0» mentre una differenza di 0,05 fra due scenari diventava «+0». Adesso ogni colonna dichiara quante cifre decimali le servono e l'NDVI ne mostra due, così le differenze fra uno scenario e l'altro si leggono davvero. La colonna compare solo sulle piattaforme che hanno l'NDVI attivo fra i propri indicatori, quindi non aggiunge una colonna vuota a chi non lo utilizza. Ricorda che l'NDVI si muove fra −1 e 1: valori alti indicano vegetazione fitta e in buone condizioni, valori bassi segnalano suolo nudo, superfici costruite o vegetazione sofferente. Trovi la nuova colonna su XNatura → Monitoring → Sito → Scenari, nella tabella di confronto.
Dal censimento si verifica se un sensore è ancora in rete
census-verifica-simQuando un sensore smette di inviare dati la prima domanda è sempre la stessa: è guasto oppure è soltanto scollegato dalla rete? Fino a oggi la risposta non era leggibile in piattaforma e richiedeva una verifica manuale, con i tempi di attesa che questo comporta. Ora, nel pannello di gestione dei sensori del censimento, gli amministratori trovano un riquadro che interroga la connettività della scheda dati del dispositivo e riporta l'operatore telefonico, lo stato della scheda, quando si è collegata l'ultima volta e quanti megabyte ha consumato in totale e nel mese in corso. Con queste informazioni si distingue in pochi secondi un guasto vero da una semplice mancanza di copertura o da una scheda sospesa, e si evita di programmare un sopralluogo che non serviva. La verifica parte solo quando premi il pulsante, non all'apertura del pannello: scorrendo molti sensori uno dopo l'altro una richiesta automatica per ciascuno esaurirebbe in pochi istanti il numero di interrogazioni consentite, e a quel punto nessuno riceverebbe più risposta. Il risultato resta valido per dieci minuti, quindi riaprire poco dopo lo stesso dispositivo mostra subito il dato senza interrogare di nuovo. Il riquadro copre sette situazioni diverse, compreso il caso in cui la scheda risponde ma il numero di serie registrato non corrisponde, e quello in cui l'ultima connessione riportata proviene dai dati dell'operatore anziché da un collegamento reale e potrebbe quindi essere vecchia di mesi: in entrambi i casi te lo dice esplicitamente, invece di mostrarti un dato che sembra affidabile e non lo è. Il blocco è di sola lettura, compare solo agli amministratori e solo quando al punto censito è davvero associato un dispositivo. Lo trovi su XNatura → Monitoring → Censimento → Sensori, aprendo la scheda di un sensore.
Grassetto e corsivo nei testi che scrivi tu
formattazione-testo-raccontoI testi del racconto della tua piattaforma — il titolo di apertura, le schede di impatto, le storie, le didascalie — si scrivono direttamente sulla pagina, cliccando sul testo e riscrivendolo. Erano però blocchi di prosa completamente piatti: non c'era modo di mettere in evidenza un numero, il nome di un progetto o la frase che vuoi che resti in mente a chi legge. Ora, selezionando una porzione di testo mentre stai scrivendo, compare una piccola barra con grassetto, corsivo e un comando per togliere la formattazione. Funzionano anche le scorciatoie da tastiera a cui sei abituato, Cmd+B e Cmd+I su Mac oppure Ctrl+B e Ctrl+I su Windows, e i pulsanti si accendono per dirti se il testo selezionato è già in grassetto o in corsivo. La formattazione viene mostrata correttamente anche a chi visita la pagina, in tutte le sezioni in cui questi testi compaiono: la copertina, la sezione di presentazione, le schede di impatto con la loro finestra di ingrandimento e le storie, sia da computer sia da telefono. Il contatore dei caratteri continua a contare il testo così come viene salvato e ti mostra accanto anche la lunghezza visibile, così sai sempre quanto margine ti resta rispetto al limite. Se ti serve davvero un asterisco nel testo ti basta farlo precedere da una barra rovesciata e resterà tale e quale, senza essere interpretato come un comando di formattazione. Abbiamo prestato particolare attenzione a non far mai vedere agli ospiti i simboli della formattazione al posto del testo formattato, e questo vale anche per le descrizioni alternative delle immagini e per i nomi dei file che si scaricano. Trovi la nuova barra su XNatura → Panoramica → Storytelling, cliccando su un testo modificabile e selezionandone una parte.
Regolare tu la sfocatura dello sfondo del racconto
sfocatura-e-altezza-copertinaCi è stato segnalato che lo sfondo del capitolo dedicato al progetto era così sfocato da rendere irriconoscibile la fotografia caricata: si intuiva un'immagine, ma non si capiva quale. La sfocatura era un valore fisso deciso una volta per tutte, identico per qualunque foto, e con immagini ricche di dettaglio il risultato era una macchia di colore. Ora la sfocatura predefinita è molto più leggera e, soprattutto, è diventata una tua impostazione: dentro la finestra «Cambia sfondo» c'è un cursore con cui la aumenti o la diminuisci fino a trovare l'equilibrio giusto fra la leggibilità del testo sopra e la riconoscibilità della foto sotto. Abbiamo anche alleggerito il velo scuro che copre la fascia centrale dell'immagine, cioè proprio la parte in cui la fotografia si vede di più, lasciando invece intatti i bordi superiore e inferiore dove appoggiano il titolo e l'ultimo paragrafo e dove il contrasto del testo va protetto. La seconda segnalazione riguardava il caricamento: non era chiaro che immagine servisse per ottenere una copertina bella. Ora la finestra di caricamento dichiara in anticipo le proporzioni consigliate, la dimensione in pixel consigliata e la larghezza minima accettabile, e durante il ritaglio ti dice che cosa verrà tagliato e a quale dimensione verrà esportata la selezione. Se la porzione che hai selezionato è più piccola della dimensione di esportazione ti avverte che verrà ingrandita e risulterà quindi meno nitida, così puoi correggere il ritaglio prima di salvare invece di scoprirlo a pagina pubblicata. Abbiamo infine allargato lo spazio a disposizione del titolo di copertina, che con un titolo lungo andava a capo su quattro righe strettissime, e aumentato la compensazione ai bordi dell'immagine, perché una sfocatura molto alta lasciava un sottile alone chiaro lungo i quattro lati. Trovi tutto su XNatura → Panoramica → Storytelling, aprendo «Cambia sfondo» sul capitolo di progetto.
Bug Risolti
17 aggiornamentiTorna la scheda «Siti monitorati» fra i numeri principali
kpi-siti-monitoratiLa scheda che conta i siti monitorati era sparita dalla sezione «I numeri che contano davvero» della Panoramica, e con lei l'unico punto della pagina che dichiarava quanti siti la piattaforma sta seguendo. Il risultato era spiazzante: la Panoramica non nominava più i siti, mentre la pagina di Monitoring continuava a mostrarne il totale, e i due numeri non si potevano più confrontare a colpo d'occhio. La scheda era stata rimossa di proposito qualche tempo fa per una richiesta diversa, poi una segnalazione successiva ha chiesto di rimetterla al suo posto: l'abbiamo quindi ripristinata esattamente com'era, nella posizione originale fra le oasi adottate e i sensori. Il valore torna a essere il conteggio dei siti, con sotto la superficie complessiva in ettari, arrotondata a un decimale come prima. La scheda compare solo quando c'è almeno un sito, quindi non vedrai mai uno zero privo di significato, e la riga degli ettari compare solo quando la superficie è visibilmente maggiore di zero alla precisione con cui viene mostrata. Resta legata all'interruttore del Monitoraggio nelle impostazioni della Panoramica: se scegli di non mostrare quella parte, la scheda continua a nascondersi insieme al resto. Per evitare che venga eliminata una terza volta abbiamo lasciato una nota interna che ricostruisce entrambe le richieste e la decisione finale, così la storia di questa carta non va persa. Non devi fare nulla per rivederla: apri XNatura → Panoramica → I numeri che contano e la troverai al suo posto.
I conteggi delle mappe della Panoramica tornano a coincidere
contatori-e-filtri-mappeSulla Panoramica le schede delle adozioni e la mappa dei sostenitori raccontavano due storie diverse: la scheda poteva dichiarare due alveari adottati mentre la mappa, poco sotto, scriveva «Alveari adottati 0» e il filtro corrispondente non restituiva alcun risultato. La causa è che le due sezioni leggono conteggi costruiti in modo diverso — uno cumulativo, l'altro legato alle adozioni attive in questo preciso istante — e nessuna impostazione della pagina poteva farli combaciare. Abbiamo scelto la strada più onesta: la mappa adotta i numeri delle schede, che sono i più completi, e quando alcune adozioni non hanno una posizione da disegnare lo dichiara esplicitamente invece di far finta che non esistano. In questo modo il numero che leggi è lo stesso in tutta la pagina e, se un punto manca sulla mappa, sai perché. Nello stesso lavoro abbiamo eliminato i filtri che non potevano funzionare: una pastiglia di filtro con lo zero accanto può soltanto svuotare l'elenco, quindi sulla mappa del territorio e su quella dei sostenitori le voci con conteggio zero non vengono più disegnate. Se dopo un cambio di periodo la categoria che avevi selezionato scende a zero, la selezione torna automaticamente su «Tutti», così non resti bloccato davanti a un elenco vuoto filtrato da una pastiglia che non vedi più. Quando nessuna categoria sopravvive, l'intera riga dei filtri scompare, perché una sola pastiglia «Tutti» non filtra nulla e occupa spazio inutilmente. Conteggi, ordinamento, colori e ricerca restano invariati, e la stessa correzione vale anche per le versioni da telefono delle due mappe. Le trovi su XNatura → Panoramica → La mappa dei tuoi siti.
La CO2 della Rigenerazione segue il periodo che hai scelto
co2-rigenerazione-periodoCon il selettore di periodo impostato su «In corso», la sezione Rigenerazione della Panoramica mostrava comunque una quantità di CO2 assorbita, anche su piattaforme in cui le piante previste non erano ancora state messe a dimora e sarebbero entrate in campo solo nei mesi successivi. Il numero non era inventato, ma rispondeva a una domanda diversa da quella che stavi facendo: le fonti da cui viene calcolato l'assorbimento ragionano per anno intero e non sanno restringere il conto a una finestra di pochi giorni o di poche settimane, quindi a un periodo che si chiude in estate attribuivano anche l'assorbimento di piante il cui impianto è previsto in autunno. Per chi apre la Panoramica proprio per capire a che punto è il progetto oggi, è una differenza sostanziale. Ora l'assorbimento viene mostrato solo se nel periodo selezionato esiste davvero almeno una pianta viva, perché la CO2 è assorbita da quelle piante e non può esistere prima di loro. Il conteggio delle piante, a differenza dell'assorbimento, è già correttamente legato al periodo e cambia esattamente il giorno in cui l'impianto comincia: è quindi lui a fare da guardia per il dato di CO2. Selezionando un periodo che comprende l'autunno o l'intero anno rivedrai comparire i valori, com'è giusto che sia. Non cambia nulla nel modo in cui l'assorbimento viene calcolato: cambia soltanto il fatto che non viene più attribuito a mesi in cui quelle piante non c'erano. Trovi la sezione su XNatura → Panoramica → Rigenerazione, usando il selettore di periodo in alto.
L'intestazione dei Dettagli rispecchia ciò che vedono i tuoi ospiti
intestazione-sezione-dettagliIn fondo alla Panoramica c'è una sezione che raccoglie i blocchi di approfondimento, e il suo titolo era un testo fisso: annunciava «Dettagli e rendicontazione» anche quando la parte di rendicontazione era stata disattivata e sotto restava un solo blocco, che parlava di tutt'altro. Chi visitava la pagina leggeva quindi un'intestazione che prometteva contenuti inesistenti, con l'effetto di far sembrare la sezione incompleta o rotta. Ora titolo e sottotitolo vengono ricavati dai blocchi che il visitatore vede davvero, con quattro possibili combinazioni: entrambi i blocchi presenti, solo la rendicontazione, solo l'approfondimento del progetto oppure — caso che riguarda unicamente gli amministratori — nessuno dei due. Il titolo usato quando i blocchi sono entrambi presenti è stato riscritto in modo che si adatti bene a tutti e due, e non soltanto alla rendicontazione. Gli amministratori continuano a vedere tutti i blocchi, perché sono loro a gestire i relativi interruttori, ma leggono la stessa intestazione che leggono i clienti, così sanno sempre come appare la pagina dall'esterno. Quali blocchi vengono mostrati e il modo in cui le modifiche vengono salvate non cambiano: cambia soltanto il titolo che li introduce. È una correzione che non richiede alcuna azione da parte tua e che si nota soprattutto sulle piattaforme che tengono attiva solo una parte della sezione. La vedi in fondo a XNatura → Panoramica.
Il racconto mostra solo le sezioni che hai davvero
racconto-solo-dati-realiIl racconto della piattaforma è costruito su blocchi tematici, e due di questi mostravano contenuti anche quando non avevano nulla da raccontare. Il primo è il blocco dedicato all'impatto sociale: compariva sempre, e su una piattaforma senza scuole adottate mostrava l'etichetta, il titolo, la riga «0 indicatori» e un invito ad adottare una scuola, cioè un blocco intero costruito attorno a uno zero. Ora quel blocco appare soltanto quando esiste almeno una scuola adottata, esattamente come già facevano i blocchi di monitoraggio e di rigenerazione, e si basa sullo stesso conteggio che la panoramica tecnica utilizza per decidere se quella sezione è attiva. Il secondo è la legenda della mappa nel capitolo dedicato al territorio: elencava sempre entrambe le categorie di punti, anche su piattaforme che ne hanno una sola, così su una piattaforma con soli siti monitorati la legenda annunciava una categoria che la mappa non disegnava. Peggio, la nota che accompagnava una delle voci citava gli alveari anche dove alveari non ce ne sono. Adesso la legenda viene costruita dagli stessi elenchi di punti che generano i segnaposti sulla mappa, quindi le due cose non possono più raccontare storie diverse: una voce compare solo se esiste almeno un punto di quel tipo, e la nota sugli alveari solo se sui siti ce ne sono davvero. Finché i punti stanno caricando non viene nascosto nulla, per evitare che una voce sparisca e ricompaia sotto gli occhi di chi sta guardando. Il contenitore della legenda resta comunque al suo posto anche quando le voci sono zero, così il resto della pagina non si sposta. Trovi il racconto su XNatura → Panoramica → Storytelling.
I numeri della pagina Rischi contano solo i siti valutati
kpi-rischi-siti-valutatiLa pagina Rischi e Opportunità si apre con alcune schede di sintesi: quanti sono i tuoi siti, quale valore economico risulta esposto, quanti si trovano in fascia alta o estrema. Quei conteggi includevano anche i siti per i quali l'analisi dei rischi non è mai stata generata, cioè siti che non hanno un punto sulla mappa e non compaiono in nessun grafico della pagina. Il risultato era una pagina che si contraddiceva da sola: la scheda in alto dichiarava due siti mentre il grafico a ciambella sotto ne rappresentava uno solo, e non c'era modo di capire quale dei due numeri fosse quello giusto. Ora tutte le sintesi della pagina usano lo stesso criterio già adottato per decidere se ci sono dati da mostrare, cioè considerano soltanto i siti con un'analisi effettivamente disponibile. Conteggio dei siti, totale economico e numero di siti in fascia alta o estrema descrivono quindi lo stesso insieme, e quello che leggi in alto corrisponde a quello che vedi nei grafici. I siti ancora da valutare non spariscono: restano elencati nelle tabelle di dettaglio, in grigio, esattamente come prima, così sai quali analisi mancano ancora all'appello. Anche il controllo che decide se la pagina ha abbastanza dati per essere mostrata è stato riportato al suo comportamento originario, perché una versione più rigida avrebbe potuto svuotare l'intera pagina in casi particolari. Trovi le schede in cima a XNatura → Monitoring → Rischi e Opportunità.
Il livello catastale si carica in modo più affidabile
mappa-catastale-piu-stabileIl livello del catasto, che si sovrappone alla mappa per mostrare i confini delle particelle, ci veniva segnalato spesso come «non si carica bene». Le ragioni erano due, entrambe legate al comportamento del servizio pubblico che fornisce quelle immagini, ma entrambe affrontabili dal nostro lato. La prima: quando il servizio è sotto carico non risponde ad alcune delle tessere che compongono la mappa, e il risultato era un buco silenzioso nel mosaico, senza alcun avviso. Ora ogni tessera mancante viene richiesta di nuovo fino a tre volte, con attese progressivamente più lunghe fra un tentativo e l'altro, quindi nella grande maggioranza dei casi il buco si richiude da solo prima ancora che tu te ne accorga. La seconda: sotto un certo livello di ingrandimento il servizio risponde correttamente ma con un'immagine completamente vuota, quindi il livello sembrava semplicemente rotto. Adesso, quando sei troppo lontano perché il catasto possa essere disegnato, compare un avviso che te lo dice e ti invita ad avvicinarti, e le richieste che sarebbero sicuramente vuote non vengono nemmeno inviate. Abbiamo inoltre ridotto il continuo ricambio di tessere durante lo zoom: prima ogni passaggio intermedio faceva partire e poi annullare un set completo di immagini, sprecando tempo e banda, mentre ora le tessere già scaricate vengono conservate più a lungo. Nel complesso il livello si presenta più in fretta, più completo e con meno attese a vuoto. Lo attivi da XNatura → Monitoring → Mappa → Catasto.
Miglioramenti
17 aggiornamentiLa mappa di sfondo «Storico» si apre in una frazione del tempo
basemap-storico-piu-veloceFra le mappe di sfondo disponibili c'è «Storico», che permette di vedere il territorio com'era nelle rilevazioni satellitari degli anni passati e di scorrere avanti e indietro nel tempo. Era però una funzione che metteva alla prova la pazienza: le informazioni su ciascuna versione storica venivano richieste una alla volta, in fila, e ogni richiesta doveva anche risvegliare un servizio che nel frattempo si era addormentato, per un'attesa complessiva che nei casi peggiori superava i tre minuti prima che la linea del tempo comparisse. In più nulla veniva conservato, quindi bastava passare a un'altra mappa di sfondo e tornare indietro per ripagare l'intero conto da capo. Ora le richieste partono a gruppi anziché una alla volta, e i risultati vengono tenuti da parte per tutta la sessione: nelle nostre misurazioni l'attesa a freddo è scesa da oltre tre minuti a circa un minuto, e quella a caldo da alcuni secondi a meno di uno. L'immagine di sfondo, poi, non aspetta più che arrivino tutte le informazioni: compare subito con la versione più recente, e la linea del tempo si popola mentre tu stai già guardando la mappa. Abbiamo anche eliminato un comportamento particolarmente fastidioso, per cui un movimento della mappa durante il caricamento faceva ripartire tutto dall'inizio: succedeva regolarmente, perché l'inquadratura automatica sul sito genera più movimenti di seguito. Se qualcosa va storto ora lo vedi: al posto di un selettore di date vuoto e inspiegabile compare un vero messaggio di errore. Provala su XNatura → Monitoring → Mappa, scegliendo «Storico» fra le mappe di sfondo.
La spiegazione di «Sensori in campo» è finalmente leggibile
tooltip-sensori-in-campoLa scheda «Sensori in campo» della Panoramica ha accanto un punto interrogativo che spiega che cosa conta esattamente quel numero. Quella spiegazione era un unico paragrafo compatto in cui tre concetti diversi — quali sensori hai davvero installato, che tipo di dati raccolgono e che cosa comprende il conteggio — si rincorrevano senza mai andare a capo, perché il pannellino non sapeva rappresentare le interruzioni di riga e le trasformava in semplici spazi. Ora il testo è organizzato in tre blocchi separati da uno spazio bianco: prima la composizione reale del tuo parco sensori, poi la frase sui dati raccolti, quindi che cosa rientra nel conteggio e il rimando alla sezione di monitoraggio dove trovi il dettaglio. Il numero e la composizione non sono un esempio: vengono ricavati dai sensori realmente presenti sui tuoi siti, modello per modello, quindi ogni piattaforma legge i propri. Anche il singolare e il plurale seguono il numero, e una piattaforma che non ha ancora sensori installati legge una frase pensata per quel caso invece di un conteggio a zero seguito da una parentesi vuota. Abbiamo curato anche l'accessibilità: lo stesso testo viene usato come descrizione del pulsante di aiuto per chi naviga con un lettore di schermo, e lì la struttura a blocchi non ha senso, quindi in quel contesto viene appiattita in un'unica frase continua che si ascolta bene. Il collegamento automatico degli indirizzi web dentro le spiegazioni continua a funzionare come prima. La modifica vale sia per la versione da computer sia per quella da telefono, che condividono la stessa scheda. Passa il mouse sul punto interrogativo in XNatura → Panoramica → I numeri che contano.
Terza verifica indipendente delle spiegazioni della pagina Rischi
tooltip-rischi-verificatiLe spiegazioni che compaiono accanto agli indicatori della pagina Rischi e Opportunità erano già state riscritte e controllate nei giorni scorsi, ma trattandosi di testi che descrivono dati ambientali usati per prendere decisioni concrete abbiamo voluto fare un terzo giro, questa volta di sola verifica. Otto revisori indipendenti hanno ricontrollato tutte e centosedici le spiegazioni, affermazione per affermazione, senza vedere l'esito del giro precedente: novantuno sono state confermate corrette e ventiquattro sono state corrette, insieme a cinque etichette di indicatori. Fra le correzioni più rilevanti: una scala di suscettibilità che va da uno a cinque e non da zero, dove lo zero non significa rischio trascurabile ma dato mancante; gli intervalli dei giorni di caldo e di pericolo incendio, in cui lo stesso valore di confine non deve essere contato due volte; il dato sulla neve, che è il massimo dei valori mensili e non un massimo giornaliero. Abbiamo inoltre corretto due imprecisioni che il giro precedente aveva introdotto, il che è esattamente il motivo per cui una riverifica indipendente vale la pena. In un caso abbiamo tolto la profondità del suolo citata in una spiegazione, perché non trovava conferma nelle fonti disponibili e un numero preciso ma non verificabile è peggio di nessun numero. Nella stessa occasione abbiamo eliminato il periodo di riferimento indicato nella spiegazione dell'indice di siccità, perché contraddiceva quello dichiarato nel pannello Metodologia della stessa pagina: leggere due intervalli di anni diversi sullo stesso schermo è più dannoso che non leggerne nessuno, mentre il resto della spiegazione resta invariato. Tutte le correzioni sono già online in italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, quindi la spiegazione che leggi è la stessa in qualunque lingua tu usi la piattaforma. Passa il mouse sui punti interrogativi in XNatura → Monitoring → Rischi e Opportunità.
I video didattici partono prima
video-didattici-piu-velociNella sezione dedicata all'impatto sociale della Panoramica, e più in generale nei punti della piattaforma in cui compaiono contenuti video, i filmati venivano consegnati attraverso indirizzi temporanei con una scadenza, dentro il riquadro di un lettore esterno che doveva essere caricato prima del video stesso. Il meccanismo funzionava, ma aggiungeva un'attesa a ogni riproduzione e richiedeva di rinnovare periodicamente quegli indirizzi. Abbiamo spostato l'intera libreria su una consegna diretta dei file video: niente lettore da caricare prima e niente collegamenti che scadono. In pratica premi play e il video comincia, con un'attesa iniziale sensibilmente più breve, e lo scorrimento avanti e indietro nella barra di avanzamento risponde in modo più immediato. Il punto di partenza dei filmati che iniziano da un momento preciso è stato mantenuto identico, quindi non troverai video che ripartono dall'inizio dove prima saltavano al minuto giusto. La riproduzione da telefono e da tablet ne beneficia più di tutte, perché è lì che l'attesa iniziale si notava di più. Non devi fare nulla e non cambia nulla nell'aspetto: gli stessi video, negli stessi posti, semplicemente più pronti. Alcuni filmati particolarmente lunghi verranno spostati nei prossimi giorni e nel frattempo continuano a funzionare come prima. Li trovi su XNatura → Panoramica, nella sezione dedicata all'impatto sociale.