Ogni osservazione confermata di iNaturalist dal 2000 al 27 settembre 2026: 156 milioni di osservazioni di 431.656 specie, fatte da circa 1,6 milioni di persone.
L’80% delle osservazioni viene da Nord America ed Europa
Il 52% delle osservazioni confermate è nordamericano e il 28% europeo; gli Stati Uniti da soli ne fanno il 40%. Africa e Sud America, dove vive una gran parte delle specie del pianeta, insieme non arrivano al 7%. La mappa mostra dove le persone guardano la natura, non dove la natura è più ricca: è il limite di tutti i dati di biodiversità raccolti dai cittadini (Hughes et al., Ecography 2021).
Apri sulla mappa →Da 300.000 a 27 milioni di osservazioni l’anno
Le osservazioni confermate erano 311.000 nel 2010, 1,1 milioni nel 2015, 11,1 milioni nel 2020 e 27,7 milioni nel 2025: novanta volte il 2010. La crescita più veloce è stata tra il 2016 e il 2020, dal 50 al 75% in più ogni anno; nel 2025 è ancora del 20%. Al 27 settembre 2026 sono già 23 milioni.
Apri sulla mappa →Dove si contano più specie
Gli Stati Uniti hanno circa 79.000 specie osservate, l’Australia 61.600, il Brasile 42.400, il Messico 40.900, il Sudafrica 37.400. Il numero di specie cresce con la natura di un paese, ma anche con il numero di persone che la osservano: in molte regioni tropicali buona parte delle specie non è ancora entrata nella mappa.
Apri sulla mappa →Piante, insetti, uccelli
Il 39% delle osservazioni riguarda piante, il 24% insetti e il 21% uccelli; funghi, rettili, mammiferi, ragni, molluschi, anfibi e pesci si dividono il resto. Chi osserva sceglie ciò che vede e fotografa più facilmente: per questo i gruppi piccoli o notturni sono sottorappresentati (Di Cecco et al., BioScience 2021).
Apri sulla mappa →Italia: circa 26.800 specie
In Italia le osservazioni confermate sono 2,3 milioni, di circa 26.800 specie, fatte da circa 39.000 persone: è il 12° paese al mondo per osservazioni. Nel 2015 erano 16.000 in un anno, nel 2025 quasi 400.000.
Apri sulla mappa →La primavera dei naturalisti
Tra aprile e luglio cade quasi metà delle osservazioni dell’anno (il 48% nel 2021-2025): è la stagione in cui fioriscono le piante, volano gli insetti e migrano gli uccelli nell’emisfero nord, dove si concentrano gli osservatori. A gennaio la quota scende al 4%.
Apri sulla mappa →Cosa conta la mappa
Ogni esagono somma le osservazioni con grado di ricerca di iNaturalist: una foto o un suono, una data e un luogo, con l’identificazione a livello di specie confermata dalla comunità. Le sottospecie contano come la loro specie. Misura dove e quanto le persone osservano la natura: un esagono vuoto non è un luogo senza specie, è un luogo dove nessuno le ha registrate.
Dati
Il dataset aperto di iNaturalist sulla Registry of Open Data di AWS, istantanea del 27 settembre 2026: le osservazioni accompagnate da immagini a licenza Creative Commons o CC0, aggiornate ogni mese. Le osservazioni con foto a tutti i diritti riservati non ci sono, quindi i numeri sono una parte, molto grande, di iNaturalist. Sono escluse le osservazioni con una posizione meno precisa di 10 km; per le specie minacciate iNaturalist pubblica coordinate sfocate, che a scala ravvicinata possono cadere in un esagono vicino.
Densità e specie
Le osservazioni sono aggregate sulla griglia esagonale H3 (circa 12.400 km² per cella nella vista del mondo, 1.770 e 250 km² avvicinandosi) e mostrate come osservazioni per 1.000 km² all’anno nel periodo scelto. Il secondo livello conta le specie diverse mai osservate nella cella dal 2000, con una stima entro il 2% circa: cresce con la dimensione della cella, quindi va confrontato a parità di zoom.
Paesi
iNaturalist non dà il paese: ogni cella prende il paese di Natural Earth in cui cade il suo centro, o il più vicino entro 25 km per coste e isole. I territori d’oltremare contano con il loro paese (la Guyana francese con la Francia, per esempio).