Caso studio · Infrastrutture
Mappare rischi e biodiversità di 5 aeroporti italiani dal satellite
Assessment satellitare e monitoraggio ambientale con sensori PollyX di 5 scali italiani: copertura del suolo, indici di biodiversità, qualità dell'aria, rischio idrogeologico e analisi microclimatica per quantificare impatti e dipendenze ambientali delle infrastrutture aeroportuali.

Sedimi aeroportuali: isole di calore, consumo di suolo e rischi climatici
Gli aeroporti occupano sedimi di centinaia o migliaia di ettari, con impatti diretti sulla biodiversità locale: consumo e impermeabilizzazione del suolo, frammentazione degli habitat, inquinamento luminoso e acustico, isole di calore amplificate dalle superfici pavimentate. Al tempo stesso, le operazioni aeroportuali dipendono da servizi ecosistemici come la regolazione idrica, la stabilità del suolo e la gestione del rischio alluvionale. Senza un assessment quantitativo, impatti e dipendenze restano invisibili nella pianificazione ambientale degli scali.
La sfida
Quantificare lo stato ecologico e i rischi ambientali dei sedimi aeroportuali
Serviva un assessment satellitare su larga scala per mappare biodiversità, copertura del suolo e rischi climatici di 5 aeroporti in modo standardizzato. Dati continui sulla qualità dell'aria nei sedimi per misurare l'impatto delle attività aeroportuali sull'ambiente circostante.
Cosa abbiamo fatto
Assessment satellitare e 5 sensori PollyX su 3.800 ettari
XNatura ha risposto con un assessment satellitare multi-sito integrato da sensori IoT per il monitoraggio ambientale continuo, producendo dati standardizzati e confrontabili per ciascun aeroporto.
Come abbiamo lavorato
Dal satellite alla gestione ambientale degli scali
Un progetto che integra mappatura satellitare e sensori PollyX per il monitoraggio ambientale continuo, trasformando dati telerilevati e IoT in evidenze scientifiche per la gestione ambientale degli scali.
- 01Analisi della copertura del suolo e degli indici di biodiversitàL'analisi delle immagini satellitari ha mappato i 3.800 ettari dei 5 sedimi aeroportuali, producendo per ciascun sito la baseline della copertura del suolo, l'indice MSA Land Use, la vicinanza ad aree protette e le Key Biodiversity Areas nell'intorno. L'MSA Land Use medio dei 5 scali si attesta a 10,5, riflettendo l'elevata impermeabilizzazione dei sedimi.
- 02Un sensore per ogni aeroporto: qualità dell'aria e microclima in tempo realeIn ciascuno dei 5 aeroporti e stato installato un sensore PollyX per il monitoraggio continuo della qualità dell'aria e dei parametri microclimatici: temperatura, umidità, pressione atmosferica e concentrazione di particolato. I dati vengono trasmessi in tempo reale alla piattaforma XNatura, integrando le informazioni satellitari con misurazioni puntuali dal campo.
- 03Rischio idrogeologico, siccita e isole di calore su ogni scaloPer ciascun aeroporto sono stati calcolati il rischio idrogeologico e alluvionale, il rischio siccita, la temperatura superficiale e l'intensità dell'isola di calore urbano, integrando i dati satellitari con le rilevazioni continue dei sensori PollyX. L'analisi ha registrato differenze di temperatura superficiale fino a +6,8 °C rispetto alle aree rurali circostanti.
- 04Confronto tra i 5 scali e identificazione delle priorità di interventoI dati dei 5 aeroporti sono stati normalizzati e resi confrontabili nella piattaforma XNatura, permettendo al gestore di identificare i siti con maggiore urgenza di intervento. Il reporting prodotto fornisce evidenze integrabili nei framework ESG, nella rendicontazione ESRS E4 e nelle strategie di adattamento climatico degli scali.
- 05Dalla baseline alla serie storica multi-annoI dati confluiscono nella XNatura Environmental Platform, dove il gestore aeroportuale monitora l'evoluzione degli indicatori ambientali anno dopo anno. L'obiettivo e costruire una serie storica che documenti i cambiamenti della copertura del suolo e dei rischi climatici, fornendo una base scientifica per la pianificazione degli interventi di mitigazione e adattamento.
Cosa dicono i dati
Cosa emerge dai 5 sedimi aeroportuali
I 5 sensori PollyX hanno registrato una concentrazione media di PM2.5 pari a 19,4 microgrammi/m³ e di PM10 pari a 28,6 microgrammi/m³ nei sedimi aeroportuali, valori superiori alle soglie raccomandate dall'OMS (5 microgrammi/m³ annuale per PM2.5 e 15 microgrammi/m³ per PM10) e indicativi dell'impatto delle attività aeroportuali sulla qualità dell'aria locale.
L'indice MSA Land Use medio dei 5 scali si attesta a 10,5, riflettendo l'elevata impermeabilizzazione dei sedimi aeroportuali. L'analisi della temperatura superficiale ha registrato un delta massimo di +6,8 °C tra le superfici pavimentate degli scali e le aree rurali circostanti, confermando l'effetto isola di calore tipico delle grandi infrastrutture.
Il monitoraggio in azione
Il monitoraggio in azione
Le sezioni chiave della piattaforma XNatura Environmental Platform dedicate all'assessment dei sedimi aeroportuali.
La piattaforma
Accedi alla XNatura Environmental Platform
La piattaforma con cui il gestore aeroportuale monitora lo stato ecologico e i rischi ambientali dei 5 sedimi aeroportuali italiani.
Accedi alla piattaforma →
FAQ
Domande frequenti
Qual è stata la sfida ambientale per Aeroporti?
Sedimi aeroportuali: isole di calore, consumo di suolo e rischi climatici. Gli aeroporti occupano sedimi di centinaia o migliaia di ettari, con impatti diretti sulla biodiversità locale: consumo e impermeabilizzazione del suolo, frammentazione degli habitat, inquinamento luminoso e acustico, isole di calore amplificate dalle superfici pavimentate. Al tempo stesso, le operazioni aeroportuali dipendono da servizi ecosistemici come la regolazione idrica, la stabilità del suolo e la gestione del rischio alluvionale. Senza un assessment quantitativo, impatti e dipendenze restano invisibili nella pianificazione ambientale degli scali.
Quale metodo ha usato XNatura per Aeroporti?
Un progetto che integra mappatura satellitare e sensori PollyX per il monitoraggio ambientale continuo, trasformando dati telerilevati e IoT in evidenze scientifiche per la gestione ambientale degli scali.
Che dati sono emersi dal progetto Aeroporti?
I 5 sensori PollyX hanno registrato una concentrazione media di PM2.5 pari a 19,4 microgrammi/m³ e di PM10 pari a 28,6 microgrammi/m³ nei sedimi aeroportuali, valori superiori alle soglie raccomandate dall'OMS (5 microgrammi/m³ annuale per PM2.5 e 15 microgrammi/m³ per PM10) e indicativi dell'impatto delle attività aeroportuali sulla qualità dell'aria locale. L'indice MSA Land Use medio dei 5 scali si attesta a 10,5, riflettendo l'elevata impermeabilizzazione dei sedimi aeroportuali. L'analisi della temperatura superficiale ha registrato un delta massimo di +6,8 °C tra le superfici pavimentate degli scali e le aree rurali circostanti, confermando l'effetto isola di calore tipico delle grandi infrastrutture.
Che accesso ha oggi Aeroporti alla piattaforma XNatura?
La piattaforma con cui il gestore aeroportuale monitora lo stato ecologico e i rischi ambientali dei 5 sedimi aeroportuali italiani.
Vuoi mappare rischi e biodiversità delle tue infrastrutture?
XNatura accompagna gestori aeroportuali, operatori infrastrutturali e autorita di regolazione nell'assessment e nel monitoraggio ambientale dei loro asset, con mappatura satellitare, analisi dei rischi climatici e protocolli scientifici validati, producendo dati integrabili nei framework ESG e di rendicontazione.
Vuoi mappare rischi e biodiversità delle tue infrastrutture?
XNatura accompagna gestori aeroportuali, operatori infrastrutturali e autorita di regolazione nell'assessment e nel monitoraggio ambientale dei loro asset, con mappatura satellitare, analisi dei rischi climatici e protocolli scientifici validati, producendo dati integrabili nei framework ESG e di rendicontazione.
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