
Venti sensori sulle pendici del Vesuvio per ascoltare la rinascita
Tutela dell'ecosistema unico del Vesuvio con sensori bioacustici Spectrum, rifugi per impollinatori selvatici e mappatura satellitare per monitorare la ricolonizzazione naturale delle pendici.
del Parco
installati
per impollinatori
Un ecosistema unico, devastato dagli incendi e stretto dal cemento
Il Parco del Vesuvio affronta rischi significativi per la biodiversità a causa di incendi, specie invasive e urbanizzazione che frammentano gli habitat, trasformando il territorio in una vera e propria isola ecologica. La perdita di specie autoctone, la degradazione del suolo vulcanico e l’alterazione dei microclimi locali compromettono la resilienza degli ecosistemi e la capacità di rigenerazione naturale. Il sito dipende da ecosistemi intatti per mantenere la stabilità del suolo, la connettività tra habitat e la conservazione degli endemismi unici del territorio vulcanico.
Capire dove la rigenerazione funziona e dove si è bloccata
Il Parco doveva capire dove la rigenerazione post-incendio funziona e dove si è bloccata, con dati per fascia altitudinale e habitat per concentrare le risorse.
Servivano dati confrontabili nel tempo per decidere dove intervenire e allocare le risorse: trasformare la ricostruzione in strategia basata su dati.
20 Spectrum, rifugi e satellite per mappare la ricolonizzazione
XNatura ha integrato analisi satellitare, sensori bioacustici e rifugi per impollinatori, con dati nella Platform per le decisioni del Parco.

Dal satellite alle pendici del vulcano
Un progetto che integra remote sensing, sensori IoT bioacustici e rifugi per impollinatori per costruire il primo quadro continuo della biodiversità del Vesuvio.
Analisi satellitare dell'intero Parco
Prima di portare sensori sulle pendici serviva una visione d'insieme. La mappatura satellitare ha analizzato l'intero territorio del Parco producendo un quadro del potenziale di biodiversità area per area: indici vegetativi, potenziale nettarifero, copertura del suolo e stato della successione ecologica nelle zone colpite dagli incendi del 2017. I risultati hanno guidato il posizionamento dei sensori e dei rifugi.
20 Spectrum sulle pendici del Vesuvio
I sensori bioacustici Spectrum sono stati distribuiti lungo le diverse fasce altitudinali del vulcano, dalle aree costiere alle quote più elevate, per rappresentare l'intera varietà di habitat: suolo vulcanico in fase di ricolonizzazione, ginestreti, macchia mediterranea, boschi mesofili e aree agricole tradizionali. Ogni Spectrum registra in continuo l'impronta sonora degli impollinatori, classificandoli per specie senza disturbare l'ecosistema.
29 rifugi lungo le pendici
Lungo un percorso dedicato sono stati installati 29 rifugi per impollinatori selvatici, creando habitat di nidificazione nelle aree dove la rigenerazione post-incendio ha già ristabilito una copertura vegetale sufficiente. I rifugi fungono da stepping stones, punti di appoggio che favoriscono la ricolonizzazione degli impollinatori nelle zone rigenerate e la connettività tra habitat frammentati.
Dai dati alla conservazione attiva
I dati degli Spectrum e dell'analisi satellitare confluiscono nella XNatura Environmental Platform, fornendo al Parco una base scientifica per le decisioni di gestione: dove concentrare la rimozione delle specie invasive, dove la successione ecologica necessita di interventi, dove la fattibilità apistica può diventare un volano di conservazione. Il monitoraggio continuo trasforma la ricostruzione post-incendio in gestione adattiva.
Dati dalle pendici del Vesuvio
Sito vs Controllo
monitorati
identificati
flora e fauna nel sito
Gli Spectrum distribuiti sulle pendici del Vesuvio hanno registrato oltre 28.000 impollinatori, classificati in 17 cluster distinti, documentando per la prima volta la distribuzione e l'abbondanza delle comunità di insetti nelle diverse fasce altitudinali e tipologie di habitat del Parco. Il confronto sito-controllo ha rivelato un Δ di MSA Land Use pari a +31,70, confermando che la successione ecologica post-incendio sta producendo habitat funzionali per gli impollinatori.
Le oltre 9.000 osservazioni di flora e fauna nel sito restituiscono un quadro dettagliato della biodiversità presente, permettendo al Parco di mappare la ricolonizzazione area per area e di concentrare gli interventi di ripristino dove servono di più. Questi dati orientano direttamente le strategie di gestione, indicando dove la rigenerazione sta funzionando e dove ha bisogno di supporto.
Il monitoraggio in azione
Le sezioni chiave della piattaforma XNatura Environmental Platform dedicate al Parco Nazionale del Vesuvio.
Stato della biodiversità
Indici MSA, copertura del suolo, Natural Patches, disponibilità florale e potenziale nettarifero nelle diverse fasce altitudinali del Vesuvio.
Microclima
Temperatura superficiale, inquinamento luminoso e parametri microclimatici delle pendici vulcaniche, con analisi della pressione antropica dell'area metropolitana circostante.
Rischio aridità
Indici di aridità, stress idrico della vegetazione e impatto dei periodi di siccità prolungata sulla macchia mediterranea e sulle fioriture delle pendici.
Rischio idrogeologico
Rischio alluvionale, rischio frane e analisi idrogeologica delle pendici vulcaniche per la pianificazione degli interventi di mitigazione e stabilizzazione.



Accedi alla XNatura Environmental Platform
La piattaforma con cui il Parco Nazionale del Vesuvio monitora la biodiversità dell'ecosistema vulcanico e la successione ecologica post-incendio.

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XNatura accompagna parchi naturali, municipalità e aree protette nel monitoraggio e nella conservazione della biodiversità, con sensori IoT bioacustici, mappatura satellitare e protocolli scientifici validati, producendo dati integrabili nei framework di gestione e rendicontazione.
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